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venerdì, dic. 19 11.07

 
 

 
   
 
  

 
 

 


 

 

 


 

 

 


 

 


  
 Consulenze e Terapie per Problematiche Sessuali Riduci

LA TERAPIA MANSIONALE INTEGRATA

La terapia integrata delle disfunzioni sessuali comprende indicazioni di scuole psicologiche diverse (psicoanalitica, cognitivo-comportamentale, sistemico-relazionale) ed utilizza specifici strumenti, che costituiscono nell’insieme una tecnica omogenea, autonoma, coerente, ma sempre aperta a nuove riflessioni e a nuovi apporti.

Tra queste strategie, la Psicoterapia Mansionale Integrata (PMI) sottolinea la natura essenzialmente psicoterapeutica dell’intervento, sostenendo l’uso privilegiato delle mansioni e la loro integrazione con strumenti e mezzi, derivanti anche da altre tecniche: tutto ciò determina la formazione di un insieme strutturato, che si basa sulla pluralità dei fattori psicologici, che sostengono lo sviluppo ed il mantenimento delle disfunzioni sessuali. Secondo Rifelli, la PMI si basa sulla considerazione che la risposta sessuale rappresenta una realtà unica e complessa, che mediante un’analisi obiettiva ed esterna, rileva la presenza di componenti di natura emotiva, cognitiva, comportamentale e relazionale (Rifelli, 1995).

All’interno di tale approccio, “la risposta sessuale adeguata presume uno stato psicologico che consente una considerazione globale di sé (conscience reflechi), capace di mantenere l’integrazione gerarchica delle strutture organiche, psicologiche e relazionali, concedendosi e controllando l’abbandono regressivo alle proprie emozioni, sentimenti, immagini e fantasie senza essere da esse sommersa o completamente obnubilata in una costante consapevolezza del tempo presente, delle proprie sensazioni, dei propri pensieri e della presenza dell’altro” (Rifelli, 1995).

Al contrario, la risposta sessuale inadeguata si presenta come “una reazione psicosomatica, che sfugge al controllo consapevole del soggetto, il cui essere al mondo è caratterizzato e denominato da una modalità affettiva o livello coscenziale inferiore (protoconscience), dove il soggetto perde la possibilità di amministrarsi, essendo il proprio agire e pensare dominato dagli automatismi affettivo-motori” (Rifelli, 1995). Nelle situazioni, in cui la persona non riesce a mantenere l’integrazione delle diverse strutture che la compongono, il livello protocoscienziale emerge e domina la modalità di relazione con l’ambiente, dando luogo a reazioni disadattive.

In questi termini, il disturbo sessuale si configura come una modalità esistenziale, un modo di essere che coinvolge tutta la persona, intesa come unità psicosomatico-relazionale, producendo un equilibrio disadattivo: tale considerazione riconferma la persona, intesa nella sua globalità, come riferimento clinico e terapeutico e annulla la differenziazione fra sintomo e causa.


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